domenica 27 febbraio 2011

Contrastare la criminalità organizzata

a cura di di Carlo Pantaleo
Presidente Associazione Centro Studi Nuove Generazioni

L’art. 416 bis del vigente Codice Penale italiano afferma: "L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali".
Non basta più una risposta “emotiva, episodica, fluttuante” come aveva denunciato Falcone. Né, come aveva sottolineato Borsellino, provvedimenti che tamponassero l’emergenza, ma “non si inquadrassero in una prospettiva globale di lotta”.
Siamo convinti che il ruolo della società civile sia quello di affiancare la necessaria opera di repressione propria dello Stato e delle Forze dell’ordine, con un’offensiva di prevenzione culturale e sociale.
La criminalità organizzata, nel corso degli anni, ha profondamente mutato la propria struttura nonché il proprio modus operandi. Infatti è passata da reati di tipo violento collegati al controllo del territorio ad attività a prevalente carattere economico. Appunto tale fenomeno, naturalmente, si caratterizza in maniera diversa a seconda dell’area territoriale: tale tendenza è più marcata nelle regioni del Nord Italia, mentre è notevolmente più contenuta nelle regioni del Sud Italia.

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Nove comportamenti contro l'illegalità

Approfittiamo dell'occasione per ricordare l'appello del "Comitato dei lenzuoli", che puntualizza alcuni aspetti della cultura della legalità.
Il Comitato ogni mese nelle date delle stragi di Falcone e Borsellino, propone di appendere un lenzuolo alla finestra, con una scritta qualsiasi contro la mafia, o anche solo con la scritta "per non dimenticare".
Insieme a Libera ha promosso "A occhi aperti. Nove consigli scomodi contro la mafia nel quotidiano".

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L’uomo: la meravigliosa creatura

di Enrico Strocchi

La scienza e la tecnica hanno fatto passi da gigante negli ultimi 100 anni e molte sono le conquiste che ci affascinano e di cui possiamo andare fieri; pensiamo solo all’evoluzione dei mezzi di trasporto, dalle prime automobili e dai primi arerei alle automobili attuali, ai treni ad alta velocità, ai jet supersonici e alla possibilità di voli nello spazio. Per quanto riguarda i mezzi di comunicazione dal telegrafo alla telefonia mobile, ai videotelefoni, a internet… Siamo giustamente colpiti dalle meraviglie che ci circondano, ma spesso trascuriamo di considerare quella “enorme meraviglia” che è il nostro corpo; ci ricordiamo di lui solo quando qualche cosa non va (il cuore, il fegato, l’intestino, ecc..), mentre quando tutto funziona “a meraviglia” consideriamo la cosa “normale” e ce ne dimentichiamo.

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Educare alla pienezza della vita
di Carlo Pantaleo
Presidente Associazione Centro Studi Nuove Generazioni

Ringrazio Enrico Stocchi per le pagine che ci ha inviato e che sono piene zeppe di stupore di fronte alla vita. C'è un un brano tratto dalla Metafisica di Aristotele, che sostanzialmente spiega che la filosofia nasce dalla meraviglia (la meraviglia!), perché chi prova un senso di meraviglia riconosce di non sapere.
"Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia; mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo.
Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall’ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica. E il modo stesso in cui si sono svolti i fatti lo dimostra: quando c’era già pressoché tutto ciò che necessitava alla vita ed anche all’agiatezza ed al benessere, allora si incominciò a ricercare questa forma di conoscenza. É evidente, dunque, che noi non la ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa sola, tra tutte le altre scienze, la diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa".
Lo stupore deriva anche da come si danno per acquisite convenzioni diffuse come convinzioni proprie senza saperle neanche fondare ed argomentare. Qui penso che lo stupore mi è suscitato anche dal fatto di trascurare che “Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita… che s’esprime nel porre a fondamento delle scelte concrete -a livello personale, familiare, sociale e internazionale- la giusta scala dei valori: il primato dell’essere sull’avere, della persona sulle cose.” (Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 95-98, 1995)

A proposito vi mando questo contributo su "Educare alla pienezza della vita"

venerdì 25 febbraio 2011

Strategie per il Mondo Rurale

a cura di Michele Giovannetti
Responsabile Area Sviluppo Rurale e Turismo
e
Carlo Pantaleo
Presidente Associazione Centro Studi Nuove Generazioni


Non è la prima volta che affrontiamo l'argomento, di come sia necessario per questa città considerare il proprio entroterra come parte integrante del proprio progetto di sviluppo, ancorché della sua storia e vera sorgente civile del riminese.
Il Piano Strategico e il Piano Strutturale del Comune di Rimini, devono riconoscere quella risorsa che è il nostro territorio collinare, non solo per il "motore immobiliare".
E neppure perché la conservazione del territorio ha un ruolo vitale per la sicurezza dell’agricoltura di pianura e per le città, attraverso il delicato equilibrio dei complessi sistemi idrogeologici ed ecologici che caratterizzano il nostro Paese.


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L'articolo è stato pubblicato dal quotidiano "La Voce di Rimini" del 20 febbraio 2011


Nelle Vision del Piano Stategico il 5° AMBITO: Rimini terra "colta e cortese" e terra "creativa e dinamica" si afferma al punto 2:
Valorizzazione del paesaggio agrario e della cultura dell’ospitalità a partire dalla valorizzazione del sistema di borghi storici del territorio collinare, le priorità riguardano la salvaguardia e la riqualificazione del paesaggio agrario, attraverso la conservazione delle tracce storiche che lo connotano, il recupero qualitativo delle architetture rurali, il sostegno alle attività agricole come presidio per la salvaguardia del territorio e la promozione di interventi di riqualificazione.
La promozione del prodotto tipico enogastronomico e dell’artigianato locale, attraverso la creazione di una EXPO permanente delle tipicità locali, affiancata da un Tavolo di lavoro permanente, per attività di ricerca, sperimentazione, promozione e valorizzazione del prodotto tipico (Osservatorio delle tipicità), creazione di laboratori di ricerca sulle biodiversità (ricerca e banca del seme) e sui nuovi prodotti, incubatori di nuove imprese tipiche, creazione di punti vendita e di marchi di qualità del prodotto.
Si vuole una Rimini terra "colta e cortese" della storia, delle tradizioni e dell'ospitalità e Rimini terra creativa e dinamica degli eventi e delle relazioni di qualità.
Il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione della storia di Rimini e del suo territorio è una delle priorità.

giovedì 24 febbraio 2011

AC, una storia che continua

a cura di Carlo Pantaleo
a partire da una testimonianza di Amedeo Brici

Presentiamo qui di seguito un viaggio nella storia riminese dell'Azione Cattolica, in occasione dei 100e40 anni dell'associazione, a partire da una testimonianza di Amedeo Brici raccolta da Carlo Pantaleo in un incontro presso la parrocchia di Sant'Agostino.

Dei tanti protagonisti citati dal dott. Brici, approfittiamo per approfondire la conoscenza di Alberto Marvelli (tramite una raccolta dei suoi pensieri), di Luigi Zangheri (grazie ad un articolo de ilPonte su Poggiorimini), di Don Pippo (grazie ad un articolo de ilPonte sulla SANGES e il campo di Don Pippo).



mercoledì 16 febbraio 2011

"Verità e fraternità umana" di Jacques Maritain

Segnalazione a cura di Piero Viotto

Carissimi amici, dovendomi preparare per una tavola rotonda sulla comprensione reciproca tra uomini di diverse convinzioni morali, a cui parteciperanno un ebreo, un musulmano e un cristiano, ho cercato tra i numerosi interventi di Maritain sull’argomento, ed ho trovato una conferenza poco nota "Truth and human Fellowship" fatta alla Princeton University che certi teologi che predicano la verità ma dimenticano la carità, e certi ingenui pacifisti che predicano l’amore ma dimenticano la verità, farebbero bene a meditare. Ve la allego nei suoi passaggi fondamentali.
Cordialità e amicizia, Piero Viotto.

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Cogliamo l'occasione della segnalazione dell'amico Piero Viotto, per invitare tutti alla tavola rotonda su "Raïssa e Jacques Maritain", organizzata dalla Facoltà di Filosofia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e dall’Istituto Internazionale Jacques Maritain, che si terrà il 25 febbraio 2011 a Roma (trovate maggiori dettagli nel sottostante invito).

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Per il dialogo e la convivenza costruttiva
di Carlo Pantaleo
Presidente Associazione Centro Studi Nuove Generazioni

Ringrazio di cuore il prof. Piero Viotto per il testo interessante e attualissimo che ci ha inviato. Questa conferenza poco nota Truth and human Fellowship, fatta alla Princeton University da Maritain ha davvero molto da dire per l'oggi e il futuro, per tutti. Certamente il tema è posto sul piano religioso, ma lo amplierei a quello della cultura. La riflessione sul concetto di cultura ne ha ampliato il significato, fino ad investire l'intero modo di vivere, di pensare e di esprimersi di un gruppo sociale: si riconosce così la capacità di tutti i popoli di produrre “cultura”. Di ciò si deve trattare soprattutto nella crisi d'identità e d'integrazione che attraversa le società complesse. Infatti le nostre società ancora non si rendono pienamente conto delle conseguenze di finire nel soggettivismo esasperato o nella rivendicazione fanatica del potere della comunità.
Trovare una risposta a tutto ciò vuol dire situarsi nel solco dell'umanesimo personalista, che ha saputo concepire e validamente distinguere fra religione e politica, fra chiesa e impero, puntando alla tutela della singola persona. Anche il moderno multiculturalismo può esistere solo in questa ottica: grazie ad un dialogo interculturale che favorisce l'apertura interna di una cultura, la sua ricettività all'altro, onde sviluppare il confronto con linguaggi ed orizzonti altrimenti intraducibili ed incompatibili con i nostri. Ciò non toglie che alcune culture e certi punti di vista siano superiori ad altri, proprio per la loro maggiore sensibilità alla dignità umana e alle differenze; il problema, però, è quello di giungere ad un incontro con l'altro che salvaguardi le diversità senza appiattirle o distruggerle artificiosamente. Lo Stato liberale di diritto, di per sé, non può essere ovviamente “Stato etico”; non può pensare di realizzare il “bene” contro la volontà dei cittadini; ma non può essere nemmeno eticamente neutrale, quasi che uno stile di vita valga un altro, che ogni scelta equivalga all'altra.
L'accentuarsi delle situazioni di natura multiculturale e plurietnica, di fronte alle quali si verificano talvolta atteggiamenti di intolleranza quando non addirittura di razzismo può tradursi in occasione di arricchimento e di maturazione in vista di una convivenza basata sulla cooperazione, lo scambio e l'accettazione produttiva delle diversità come valori ed opportunità di crescita democratica. Le società multiculturali sono caratterizzate dalla presenza, in un determinato contesto, di più culture. In esse, i soggetti e i gruppi si connotano come elementi di una realtà complessa, che interagiscono secondo dinamiche diverse, in funzione degli ambiti e delle condizioni di incontro. Nella ricerca sull'interculturalità, si richiama la consapevolezza della propria identità e delle proprie radici come base essenziale per il confronto; d'altra parte si sottolinea, di questa identità, la struttura composita, il carattere dinamico e l'articolazione secondo livelli diversi di appartenenza: locale, regionale, nazionale, europeo, mondiale.

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L'età secolare
Charles Taylor - Feltrinelli, 2009
Recensione di Giandiego Càrastro

Se Maritain ci indica che "L'amore non va alle essenze, né alle qualità, né alle idee: va alle persone", continuiamo la riflessione pubblicando questa recensione di Giandiego Càrastro già Segretario Nazionale MSAC tuttora impegnato in ARGOMENTI2000 associazione di amicizia politica.
L'agape a cui fa riferimento tiene conto dell'età secolare ma lo riconduce all'autentico incontro tra persone. Nella sua tesi di laurea afferma: "Se la comunità religiosa si lascia irretire dal processo di escarnazione, compromette la novità assoluta che la caratterizza: essere una rete fondata sull'agape, sul verbo greco splangnizesthai, che colloca ogni domanda etica universale al livello delle viscere, dell'incontro personale tra persone, tra chi ha un bisogno e chi sente interiormente il richiamo di agape ad attivarsi per sostenere il prossimo".

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sabato 12 febbraio 2011

Ricordo di Davide Fiammengo

a cura di Ernesto Preziosi

Ci sono persone che lasciano un segno un po' più intenso di altre, persone che incontri e che ti camminano accanto e che ti schiudono orizzonti o anche solo ti sostengono nel cammino.
Ecco questo è stato senz’altro Davide Fiammengo, bella figura di laico cristiano del nostro tempo. Libero e fedele. Capace di indignarsi e di resistere così come i tempi chiedono. Davide è tornato alla casa del padre come si dice nel linguaggio dei credenti. Per tanti di noi che, più giovani di lui, abbiamo percorso un tratto di strada (personalmente tanti anni di difficili consigli nazionali dell’Aci) vi è la possibilità di ringraziare, di farne memoria e di continuare il cammino.
Allego una nota biografica e un intervento che aveva fatto per il sito Argomenti 2000, con parole che suonano ancora attuali e donano speranza.

Il primato della formazione: così potremmo titolare la biografica dell’amico Davide Fiammengo, dirigente dell’Ac per molti anni...