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domenica 18 aprile 2010

Esiti e ringraziamenti Festa del Pane, dell'Olio e del Vino 2009

Salve a tutti,

vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare tutti i partecipanti alla Festa del Pane, dell'Olio e del Vino, che ha avuto un grande successo, dimostrando come la cultura, la storia della nostra civiltà romagnola, abbia radici profonde nella nostra identità. Una cultura che rinvigorisce una sinergia fra mare e terra, fra costa ed entroterra, fra città e periferia, già esistente da tempo immemore nelle nostre terre di Romagna.
Per questo sono necessari degli interventi non solo in chiave quantitativa, ma sopratutto qualitativa: è necessario riconoscere e promuovere il protagonismo tra persone, imprese e istituzioni a partire dal proprio territorio. Per il raggiungimento di questi obiettivi è fondamentale il coinvolgimento degli enti locali e delle forze economiche e sociali intensificando la concertazione attraverso il rafforzamento della governance e l’innovazione degli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale. Per gli interventi a favore delle economie locali, l’integrazione è di tipo orizzontale e interessa in primo luogo le infrastrutture materiali e immateriali, che devono garantire l’accessibilità e l’attrattività di tutti ai territori rurali.

Abbiamo dato dimostrazione di come l'identità di un territorio non sia solamente una radice su cui costruire ben salda la nostra storia a venire, ma come la cultura possa essere un apporto immateriale sia nel commercio che nel turismo, un valore sia sotto l'aspetto economico che sotto l'aspetto formativo, un valore da condividere che trasforma chi ne viene a contatto. Abbiamo visto turisti accorsi alla mostra d'arte presso Castel Sigismondo, porsi le tre domande fondamentali di Gauguin Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? e con la nostra Festa abbiamo cercato di darvi una risposta. Abbiamo visto nascere il protagonismo delle persone attraverso il protagonismo dei prodotti della terra di cui siamo figli. Abbiamo ricordato la nostra come la civiltà dello stupore, che guarda ammirata il germoglio di grano, e da esso trae nutrimento per curare la sua inedia d'esistenza.

Ora però, non possiamo fermarci a questo, ai risultati che abbiamo conseguito. Aldilà del fatto che riproporremo la Festa anche l'anno prossimo, migliorandone l'organizzazione, e si spera, allargandone la base di partecipazione, come avevamo accennato all'inizio di questa avventura, per Nuove Generazioni questo è solo il primo passo. Abbiamo preannunciato che sarebbe stata nostra intenzione presentare un progetto, in quanto Nuove Generazioni è un Centro Studi, e le sue finalità sono dunque progettuali e di coordinamento dell'azione. Così come abbiamo fatto per le Meditazioni Riminesi sull'Economia, sul sostegno alla Maternità, è giunto il momento di presentare il nostro Progetto per lo Sviluppo Rurale.
Quindi vi invitiamo tutti quanti ad incontrarci, per aderirvi e lavorare insieme.
Dobbiamo costruire ciò che abbiamo rappresentato in Piazza il 22 Novembre, ciò che hanno disegnato i nostri bambini: il Mondo Rurale.

Un grazie di cuore,

il "Presidente" dell'Associazione Centro-Studi Carlo Pantaleo
il Responsabile "Progetto Sviluppo Rurale" Michele Giovannetti

Esiti Festa 22 Novembre 2009



Centinaia in piazza a Rimini per la Festa del Pane del Vino e dell'Olio

Complice la giornata di sole ha avuto un buon riscontro di pubblico a Rimini la prima edizione della Festa del Pane del Vino e dell'Olio, promossa dall'Associazione Nuove Generazioni.

Già dalla mattina, si legge in una nota degli organizzatori, centinaia di persone hanno visitato gli stand. Nel pomeriggio, complice il bel tempo, molte persone in giro per il centro di Rimini hanno assaggiato e comprato i prodotti locali in mostra mentre i più piccoli bambini hanno giocato in piazza con giocolieri, animatori e buskers.


Alle 16 la benedizione del Vescovo e poi si è celebrata l'annuale Messa per il Ringraziamento.




A chiudere la giornata, le premiazioni dei disegni dei bambini.


Comunicati stampa Festa 22 Novembre

FESTA DEL PANE, DELL'OLIO E DEL VINO
Una festa per la Romagna nel centro storico
Piazza Cavour
Rimini (RN)

Un tempo la vita si svolgeva soprattutto all'aperto. Le piazze medievali erano sempre piene di vita, di voci, di rumori e persino di animali. Le piazze erano il centro della vita sociale, politica ed economica di una città.

La festa del Pane, dell'Olio e del Vino parte proprio da Rimini, capoluogo della sua Provincia, per tornare dal mare alla campagna.
Pane, olio e vino - perché questi prodotti sono il simbolo dell'origine della cultura gastronomica locale, e sono alla base della storia civile. Il pane e la piada per la gente di Romagna è da più millennio, assieme ad olio e vino, parte della loro storia.

Questa festa dunque, ha nel suo primo obiettivo, non l'essere l'ennesima rivisitazione dei prodotti marchiati Romagna, ma la valorizzazione di tutto quello che comporta il vivere la Romagna.

La festa per la Romagna nel centro storico comprende tavole rotonde sul mondo rurale e sul territorio, conferenze, laboratori di panificazione, concorso di disegno, concerti e tante proposte
gastronomiche del Consorzio Fooding.

Periodo di svolgimento: 22/11/2009
Orario: 9.00- 22.30

Ingresso: gratuito

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Rimini - Pane, olio e vino in festa

Domenica 22 novembre appuntamento nel centro storico per scoprire le eccellenze della nostra terra

RIMINI - Un tempo la vita si svolgeva soprattutto all'aperto, ciò era dovuto alle scarse abitazioni e alle poche botteghe. Le piazze medievali erano sempre piene di vita, di voci, di rumori e persino di
animali. Le nostre piazze, come nell'antica Grecia, erano il centro della vita sociale, politica ed economica di una città. C'erano tre aspetti che si fondevano nella vita quotidiana e anche tra loro: il
religioso con il sagrato della Chiesa, il civile con la sede dell'autorità locale e il commercio con il mercato ambulante.

Prodotti come pane, dell'olio e del vino sono il simbolo dell'origine della nostra cultura gastronomica, e sono alla base della nostra storia civile, laddove è possibile identificarli come anch'essi simboli, veicoli, metafora, prodotto di sacrificio e stupore del mondo. Il pane, e la piada per noi gente di Romagna, è da più millennio, assieme ad olio e vino, parte della nostra storia. Ancora oggi, il pane simboleggia la lotta all'inedia, alla fame. Questa festa
dunque, ha nel suo primo obiettivo, non l'essere l'ennesima rivisitazione dei prodotti marchiati Romagna, ma la valorizzazione di tutto quello che comporta il vivere la Romagna. Da scoprire passo a passo le difficoltà di chi sceglie di vivere la sua terra, traendone, con processi meticolosi, i piatti che poi ritroviamo sulla tavola, al conoscere tutto quello che è nato dalla nostra storia civile, come l'agricoltura moderna, le attività ad essa connesse, la vita in campagna fino al turismo come si è caratterizzato a Rimini, dove gli ombrelloni al mare sono disposti a filari di vite, non senza un senso.
Ed è proprio da Rimini, capoluogo della sua Provincia, all'apparenza più slegata dal suo entroterra, che vogliamo partire, per tornare dal mare, alla campagna.

Questi prodotti possono sempre più diventare investimento culturale che garantisce attraverso l’organizzazione il legame tra coesione sociale e sviluppo economico del territorio e di chi lo abita. Per questo sono necessari degli interventi non solo in chiave quantitativa, ma sopratutto qualitativa: è necessario riconoscere e promuovere il protagonismo tra persone, imprese e istituzioni a
partire dal proprio territorio. Per il raggiungimento di questi obiettivi è fondamentale il coinvolgimento degli enti locali e delle forze economiche e sociali intensificando la concertazione attraverso il rafforzamento della governance e l’innovazione degli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale. Questa specifica metodologia progettuale ed organizzativa supera la frammentazione e la sporadicità delle iniziative. Essa procede per creare unità, stabilità e continuità di impegno, in un’ottica di circolarità in cui ogni azione è causa delle altre azioni, facendo avanzare un processo che incide nella cultura, sviluppa preziose esperienze e modifica i comportamenti. Il turismo così coinvolge gli stessi abitanti, viene a collocarsi nella programmazione ordinaria lungo tutto l'anno e il sistema territoriale individuato, rapportandosi con la produttività rurale, la storia, l'ambiente, la cultura e l'arte diffusa. Si supera una concezione meramente fruitiva della vita e del tempo libero che si accentua nel turismo di massa e tutto diventa esperienza di autopromozione personale e di riscoperta della propria identità e appartenenza, a partire dalla stessa popolazione in loco.

Grande successo alla prima edizione della Festa del Pane del Vino e dell'Olio, promossa dall'Associazione Nuove Generazioni, sostenuta dall'Assessorato Alle Politiche Educative, e sposata da quasi tutte le associazioni del territorio e dalla Federazione della Banche di Credito Cooperativo.
Già dalla mattina centinaia di persona hanno visitato gli stand. Nel pomeriggio, il boom. Complice il bel tempo, migliaia di persone hanno assaggiato, comprato, visto i prodotti della nostra terra e centinaia di bambini hanno giocato in piazza con i giocolieri e con gli animatori, cantato con i buskers, ascoltato i gruppi, impastato il pane e la piada dei morti.

Alle 16 il Vescovo ha impartito la benedizione, e successivamente, in contemporanea con la festa, è stata celebrata l'annuale Messa per il Ringraziamento, assieme agli agricoltori.

Alle 17 sono stati premiati i disegni dei bambini dall'Assessore Zerbini e dal pittore Giorgio Bellini, e all'ultimo sono stati aggiunti quattro premi - quattro quadri per le scuole - dalla pittrice Eufemia Rampi che aveva la mostra in piazza.

Una festa bellissima, piena di gente, di colori, di profumi, di sapori, assieme alle scuole, dove ciascuno ha avuto un posto. Una festa che nasce dalla Romagna autunnale, e ne ha riportato il colore e il profumo dell'anima della sua gente, gente che pur di ogni colore si è sentita un po' di più riminese e romagnola.

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Pane, olio e vino in 'Festa' a Rimini

Rimini – RN Domenica 22 novembre l'appuntamento è in piazza Cavour con "la Festa del Pane, dell'olio e del vino".

Il centro storico rivivrà con odori e sapori della tradizione una manifestazione che nasce dalla volontà di riscoprire le eccellenze della terra romagnola.
Prodotti come pane, olio e vino sono il "simbolo" dell'origine della cultura gastronomica di questa terra. "Sono alla base della storia civile del Paese e l'obiettivo di questa giornata" sostiene Michele
Giovannetti dell'Associazione Nuove Generazioni, "è proprio quella di trascorrere ore di gioia, una festa in senso letterale, non una sagra".

Durante la kermesse sono previsti incontri e momenti culturali, proprio perché questi prodotti possono essere un investimento culturale che garantisce, attraverso la loro organizzazione, il legame
tra coesione sociale e sviluppo economico. Per le vie del centro vi saranno dimostrazioni e degustazioni gratuite, oltre alla possibilità di acquisto direttamente del produttore, e concerti per avvicinare anche i più giovani alle vecchie e nuove tradizioni romagnole.

Domenica, in centro storico, Festa del pane, dell'olio e del vino Esposizioni di prodotti tipici, degustazioni, conferenze su temi legati allo sviluppo del territorio e concerti animeranno il centro
storico per tutta la giornata.
Una festa per far conoscere le eccellenze della produzione agricola dell'entroterra e tutti i passaggi della filiera produttiva: sono gli obiettivi dei giovani dell'Associazione Nuove Generazioni, che hanno ideato la prima festa del pane, dell'olio e del vino. Stand dei produttori romagnoli, degustazioni con menù preparati dai ristoratori del centro. Spazio anche ai bambini, coinvolti con progetti nelle scuole, e ai giovani con concerti in piazza Cavour. Durante la Festa, sarà celebrata anche l'annuale Messa ringraziamento della Coldiretti, alle 18.30 a Sant'Agostino.

"E' importante che impariamo a dialogare con le persone di tutto il territorio per poterlo valorizzare al meglio. In questo senso, anche il mondo rurale è un ambito su cui siamo rimasti indietro negli ultimi anni ma su cui dobbiamo impegnarci correre a tappe forzate" spiega Michele Giovannetti, dell'Associazione 'Nuove generazioni'. "Vogliamo essere i 'bagnini dell'entroterra perché vogliamo utilizzare la stessa operosità mostrata dai bagnini per valorizzare fazzoletti di spiaggia, apprendendo la loro esperienza prima dal territorio e ora tornare, con l'esperienza dei bagnini a coltivare il territorio" aggiunge.

Formazione, impresa e politica sono i temi di quattro diverse tavole rotonde che durante la giornata coinvolgeranno i vari attori coinvolti nello sviluppo del territorio: coltivatori, banche di credito cooperativo che finanziano l'agricoltura, associazioni di categoria e amministratori locali.

"A volte si cade nel folklore, immaginando prodotti 'storici', come sin facevano una volta dimenticando che esiste uno sviluppo in tutti i prodotti" afferma Samuele Zerbini, assessore alle Politiche Educative del Comune di Rimini. "Quello che conta è che ci sia la stessa intenzione, lo stesso amore per le cose e la stessa attenzione per le tecniche che si utilizzano oggi. La formazione, da questo punto di vista, è lo strumento necessario per inventare cose nuove e usare al meglio quelle che si sono sempre fatte" conclude.

(Newsrimini.it)

sabato 17 aprile 2010

Festa del Pane dell'Olio e del Vino 2009


LA FESTA DEL PANE, DELL'OLIO E DEL VINO 2009
Una festa per la Romagna
Il nostro territorio vive un momento di grande riscoperta dei suoi prodotti tradizionali.
In questo senso vogliamo organizzare nel mese di settembre un'Edizione Zero di una festa principalmente rurale, concentrata sulle eccellenze della Romagna e della Val Marecchia e Val Conca, organizzata proprio nel centro di Rimini, in Piazza Cavour.

Perché questa Festa
Questa festa dunque, ha nel suo primo obiettivo, non l'essere l'ennesima rivisitazione dei prodotti marchiati Romagna, ma la valorizzazione di tutto quello che comporta il vivere la Romagna. Da scoprire passo a passo le difficoltà di chi sceglie di vivere la sua terra, traendone, con processi meticolosi, i piatti che poi ritroviamo sulla tavola, al conoscere tutto quello che è nato dalla nostra storia civile, come l'agricoltura moderna, le attività ad essa connesse, la vita in campagna fino al turismo come si è caratterizzato a Rimini, dove gli ombrelloni al mare sono disposti a filari di vite, non senza un senso. Ed è proprio da Rimini, capolouogo della sua Provincia, all'apparenza più slegata dal suo entroterra, che vogliamo partire, per tornare dal mare, alla campagna. Perché noi vogliamo essere i "bagnini dell'entroterra"
Questi prodotti possono sempre più diventare investimento culturale che garantisce attraverso l’organizzazione il legame tra coesione sociale e sviluppo economico del territorio e di chi lo abita. Per questo sono necessari degli interventi non solo in chiave quantitativa, ma sopratutto qualitativa: è necessario riconoscere e promuovere il protagonismo tra persone, imprese e istituzioni a partire dal proprio territorio. Per il raggiungimento di questi obiettivi è fondamentale il coinvolgimento degli enti locali e delle forze economiche e sociali intensificando la concertazione attraverso il rafforzamento della governance e l’innovazione degli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale. Questa specifica metodologia progettuale ed organizzativa supera la frammentazione e la sporadicità delle iniziative. Essa procede per creare unità, stabilità e continuità di impegno, in un’ottica di circolarità in cui ogni azione è causa delle altre azioni, facendo avanzare un processo che incide nella cultura, sviluppa preziose esperienze e modifica i comportamenti. Il turismo così coinvolge gli stessi abitanti, viene a collocarsi nella programmazione ordinaria lungo tutto l'anno e il sistema territoriale individuato, rapportandosi con la produttività rurale, la storia, l'ambiente, la cultura e l'arte diffusa. Si supera una concezione meramente fruitiva della vita e del tempo libero che si accentua nel turismo di massa e tutto diventa esperienza di autopromozione personale e di riscoperta della propria identità e appartenenza, a partire dalla stessa popolazione in loco.

L’obiettivo da raggiungere
L'obiettivo dunque non è fare della nostalgia, ma presentare (e far vendere...) in piazza le eccellenze alimentari del territorio, siano esse tradizionali (come la farina, o il pane) siano esse nuove ma legate al nostro territorio (ad esempio, l'olio che ora si fa qui, il vino riminese che ha avuto negli anni una enorme crescita, le straordinarie varietà di formaggio che si producono grazie alla passione di romagnoli o di sardi qui trapiantati, o di altri). Cioè, una festa che recuperi le tradizioni e i saperi, ma li sappia mescolare con il nuovo. Con quello che arriva, con quello che sarà, con quello che dev’essere come lo vogliamo.
I nostri prodotti sono veicolo, di valori tradizionali, come i piatti tipici e i vini storici. Tutti questi valori, sono impastati dalle mani dell'azdora nella farina e uova, per fare la sfoglia, e sono spremuti a freddo con le olive dei nostri colli. Ciò che rende unico il nostro territorio, la nostra tradizione, è il valore che le persone imprimono ai manufatti e ai piatti mangerecci. Grano e uve, crescono pressappoco ovunque. Soli, non fanno la differenza. La differenza la fanno le persone che li lavorano. Sono differenti, quando una persona li sceglie, come il contadino sceglie le sementi. Sono differenti, come quando si fa la raccolta delle olive dall'albero, per la spremitura dell'olio a freddo. Questi prodotti sono buoni e salutari, solo perché dal campo alla tavola, ci sono persone che li definiscono tali. Per questo motivo, è prima di tutto necessario, allontanare ogni approccio legato al solo marketing del prodotto, che viene bollato come "buono", perché è la piada che si fa in Romagna ad essere buona. No. Sono le mani della nonna, che fanno buona la piada. Un formaggio, non è buono perché è stagionato nelle fosse di Talamello, ma perché c'è una storia e delle persone che vogliono che si faccia così. Un formaggio nuovo, non è meno buono, se viene fatto con lo stesso criterio che vuole la tradizione, la ricerca della cosa buona, la scoperta della specialità gastronomica come frutto dell'ingegno, dell'applicazione, dell'ambizione al bello. Come la riscoperta della nostra tradizione, anche un buon calice di Sangiovese, è la scoperta di una cosa che ci stupisce. La nostra tradizione, altri non è che la civiltà dello stupore e la celebrazione di questa sua bellezza, antica e moderna allo stesso tempo. Una ricetta vecchia e nuova, un piatto della tradizione e un piatto fatto come da tradizione, che si accompagnano sullo stesso tavolo, quello della Romagna.

Come caratterizzare la Festa nel Borgo Centro del Pane, dell'Olio e del Vino
La nostra festa, sarà più precisamente, la festa del Pane, dell'Olio e del Vino. Questo perché questi prodotti sono il simbolo dell'origine della nostra cultura gastronomica, e sono alla base della nostra storia civile, laddove è possibile identificarli come anch'essi simboli, veicoli, metafora, prodotto di sacrificio e stupore del mondo. Il pane, e la piada per noi gente di Romagna, è da più millennio, assieme ad olio e vino, parte della nostra storia. Ancora oggi, il pane simboleggia la lotta all'inedia, alla fame. La stessa inedia, lo "svuotamento di sé stessi", l'assenza di nutrimento per lo spirito. Il pane, è frutto della nostra ricerca nel mondo, e dell'azione di Dio, attraverso l’uomo, nel mondo. Con l'olio e il vino, esso entra di diritto nella simbologia Cristiana dei sacramenti che agiscono per il fatto stesso che vengono fatti, come la reiterazione del processo di fermentazione dell'uva o macinazione del grano. Pane e vino, sono anche e soprattutto corpo e sangue di Cristo. L'Eucarestia, è una ricetta molto rispettosa dell'alimento consacrato: pane di frumento e vino d’uva. Nemmeno il riso - benché sia il cibo di due terzi dell’umanità - va bene. Anche questa è «corporeità». Tutti i giorni, abbiamo bisogno di pane e vino, per vivere. E tutti i giorni, così come perfezioniamo noi stessi tramite il ripetersi dei sacramenti, il sacrificio e l'impegno a replicare quell'alimento, è ciò che ci istruisce nell'arte del renderlo sempre più buono. Come il pane di Maiolo e il Sangiovese invecchiato nelle grotte sulle colline di Covignano, già ai tempi dei Romani. Per questo, non si può scindere l'elemento religioso dalla nostra festa per il mondo rurale. Perchè esso è intrinseco a quella tradizione che vogliamo difendere. Perchè siamo come il mulo di Sant'Antonio, che affamato, preferisce l'ostia al fieno. Perchè se "togliete il Credo di Nicea, e farete uno strano torto ai venditori di salsiccia" – GKC.

Come e con chi realizzare quest’iniziativa
Questa festa deve essere un connubbio fra anime diverse. Tutto il discorso si può collegare anche a degli avvenimenti storici, come dei miracoli: la mula, i pesci... E soprattutto con una tradizione perpetua, che va dal mercato di Rimini dei nostri nonni, quando si vendevano dalle vacche in piazza al miele prodotto a casa, ad oggi, dove valorizziamo quel patrimonio storico, ma anche le nuove tradizioni culinarie e il valore storico e di costumi del nostro territorio: quindi invitiamo i fornai di Maiolo dove si tiene l'annuale Festa del Pane, le eccellenze di San Patrignano, dove colleghiamo anche il lavoro della terra come esperienza salvifica per l'uomo, che lo allontana dai veleni della nostre scelte sbagliate. Anche la Domus del chirurgo, il Castello dei Malatesta e il Duomo potranno far parte della riscoperta del patrimonio monumentale del Borgo Centro, che peraltro manca proprio di una festa propria. Presentiamo tutto il discorso storico e il percorso delle Strade dei Vini e dei Sapori, le Terre dei Malatesta, rilanciamo la Domus di Bacco e la colleghiamo con Villa Torlonia. Un vero e proprio percorso storico-culturale-gastronomico che diviene sintesi pure nei sacramenti cristiani che poi raffigurano anche la civiltà mediterranea, di Grecia e Roma, con l'omonima dieta ("stile di vita"), unico bacino in cui potesse crescere l'eredità spirituale del Cristo. Inoltre questa festa potrà essere di rilancio dei Venerdì in Città, per la prossima estate. Fondamentale sarà la collaborazione delle associazioni di categoria dei produttori locali, dell’assessorato al turismo, alla cultura e di quello alle attività produttive. Si organizzeranno mostre mercato, esposizioni, degustazioni, tavole rotonde e proiezioni che racconteranno del nostro passato e del possibile futuro.
L'idea -essendo una prima edizione- è quello di fare al massimo 20 stand di produttori vari, di cui uno al Gas, e uno alle BCC (perché le BCC sono i vecchi crediti rurali, che sono state motore di grande sviluppo rurale). Gli altri, tutti a produttori di Pane, Vino e Olio, ed eventualmente companatico e convinatico.
Per le vie del centro vi saranno dimostrazioni di spremiture in piazza e degustazioni gratuite, oltre alla possibilità dell'acquisto conveniente direttamente dal produttore, come un mercatino dei produttori locali ma serale.
Sarà così un viaggio alla scoperta dei sapori popolari ci porta oggi nella suggestiva atmosfera del centro storico. Quest’iniziativa rappresenta un’occasione unica per conoscere una terra ricca di storia e tradizioni popolari che sono tutt’oggi radicati nella cultura locale e che si esprimono nei cittadini come orgoglio della loro storia gastronomica e artistica e, a livello nazionale, come riconoscimento dell’effettiva valenza di un così ampio patrimonio culturale, come testimoniato dalle esportazioni già in essere.

PROGRAMMA
Patrocinio di:

Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Rimini, Comunità Montana Alta Valmarecchia

l'Assessorato Provinciale alle Attività Produttive e l'Assessorato Comunale alle Politiche Educative

Con la promozione e organizzazione del:

Associazione Centro Studi Nuove Generazioni

Con il contributo e la collaborazione di:

Federazione Regionale Banche Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna, Consorzio COCAP, Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Confcooperative, CNA, Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale

Con la partecipazione di:

Strade dei Vini e dei Sapori, Confcommercio, Archivi di Stato, Banca Eticredito, Rifugio Biancaneve e Pro Loco Balze, Consorzio ARVAR, ACIR (Associazione Cuochi Indipendenti di Romagna), Tenuta Amalia, CEFA Onlus, Naturalsalumi, Consorzio Fooding, Coop. Soc. La Pietra Scartata – Papa Giovanni XXIII, Società Libraria Italiana - Circolo ACLI Rimini, Compagnia delle Opere Agroalimentare, Union Europeénne des Gourmets Italia – Consolato di Romagna, Identità Europea, Comune e Pro Loco di Maiolo, Libreria del Professionista, Forno Vecchia Pescheria

presentano

LA FESTA DEL PANE DELL'OLIO E DEL VINO

Domenica 22/11

Ore 9:00
Inizio vendita ed esposizione prodotti.

Ore 10:00 fino alle 11:30
Tavola Rotonda su "Domus di Bacco, Malatesta e Duomo di Rimini. La formazione è fare impresa e territorio" presso Sala del Giudizio, Museo Comunale.
Saluto Samuele Zerbini (Assessore Comunale alle Politiche Educative e alla qualità della vita dei bambini). Buffet al termine.

Partecipano: Alfredo Monterumisi (Esperto in turismo enogastronomico e storico culturale), Pierluigi Foschi (Direttore del Museo della Città di Rimini), Fiorella
Dallari (Docente di Geografia Politico-Economica presso la Facoltà di Economia - UNIBO Rimini), Giuliano Canzian (imprenditore enogastronomico)

Modera: Carlo Pantaleo (Presidente Nuove Generazioni)

Ore 11:30 fino alle 12:15
“Individuare ruoli e percorsi fra Scuola, Università e territorio”
Samuele Zerbini (Assessore Comunale alla Scuola, Università e alla qualità della vita dei bambini) introduce i progetti per i bambini e ragazzi. Presso la Vecchia Pescheria.

Partecipa: Tiziana Nasolini (Responsabile progetto Fruttasnack, Alimos), Aldo Bertazzoli (Responsabile Campus Food Science Cesena, UNIBO),Massimo Seragnoli
(responsabile progetto convenzione Scarabelli e Vigne del Rapace)

Modera: Riccardo Belotti (giornalista)

Ore 15:30 fino alle 16:00
Presentazione del libro "Diavoli e Santi a Bagno Maria", da parte della Società Libraria Italiana - ACLI Rimini, presso la Vecchia Pescheria.

Ore 16:00 fino alle 16:15
Saluto di Francesco Lambiasi Vescovo di Rimini, presso la Vecchia Pescheria.

Ore 16:15
Mostra disegni bambini che hanno partecipato al concorso e premiazione, ad opera del pittore Giorgio Bellini. Spettacoli e laboratori di panificazione/pasticceria ad opera dei cuochi ACIR e Pro Loco di Maiolo.

Concerti dal vivo
- ore 17:30 fino alle 18:30 The Strikeballs
- ore 18:45 fino alle 19:45 Mumble

Ore 16:15 fino alle 17:30
Tavola Rotonda sul tema "Le realtà del mondo rurale:
prospettive per l'entroterra"
, presso Sala degli Archi,
Piazza Cavour.
Saluto Stefano Vitali (Presidente della Provincia di Rimini).

Partecipano: Giorgio Ricci (Funzionario Coldiretti Prov. Rimini), Valter Bezzi (Direttore CIA Prov. Rimini), Sandro Giorgetti (Presidente Regionale Federalberghi), Enrico Santini (Confagricoltura Rimini), Daniele Quadrelli (Direttore Generale della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia-Romagna), Massimo Manduchi (Dirigente Eticredito)

Modera: Michele Giovannetti (Nuove Generazioni, Responsabile Progetto Sviluppo Rurale)

Ore 17:45 fino alle 18:00
Presentazione progetto CEFA Onlus, a cura di Giovanni Beccari.
Presso Vecchia Pescheria.

Ore 17:30 fino alle 18:30
Tavola Rotonda sul tema "Romagna e Sviluppo del Mondo Rurale" presso Sala degli Archi, Piazza Cavour.
Saluto Jamil Sadegholvaad (Assessore alle Attività Produttive Prov.Rimini).

Partecipano: Gianluca Bagnara (Assessore Politiche Agro-Ambientali Prov. Forlì-Cesena), Pierlorenzo Rossi (Direttore Altra Romagna), Damiano Zoffoli (Presidente della Commissione Politiche Economiche Regione Emilia Romagna), Nicola Pelliccioni(Presidente Strade dei Vini e dei Sapori)

Modera: Michele Giovannetti (Nuove Generazioni, Responsabile Progetto Sviluppo Rurale)

Ore 18:30
Messa per la celebrazione della Festa del Ringraziamento della Coldiretti Provincia di Rimini, presso Parrocchia Sant’Agostino.

Ore 19:30 fino alle 22:30
Fine attività con serata fra musica dal vivo e percorsi enogastronomici locali, promossi dal Consorzio Fooding.

Concerto dal vivo
- ore 20:15 fino alle 22:15 Daniele Maggioli presenta “Pro Loco”